{"id":29,"date":"2016-06-22T14:31:26","date_gmt":"2016-06-22T12:31:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/?p=29"},"modified":"2024-07-24T16:03:31","modified_gmt":"2024-07-24T14:03:31","slug":"il-cono-gelato-storia-e-varieta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/il-cono-gelato-storia-e-varieta\/","title":{"rendered":"Il cono gelato, storia e variet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>Chi l&#8217;avrebbe mai detto? Il <strong>cono gelato<\/strong> pare sia\u00a0nato per necessit\u00e0.<\/p>\n<p>La paternit\u00e0 di questo, oramai, irrinunciabile &#8220;accessorio&#8221; commestibile dei nostri gelati pare sia da attribuire ad un italiano,\u00a0<strong> Italo Marchioni<\/strong>, originario del Cadore, storico territorio italiano\u00a0della zona montuosa delle Dolomiti confinante con l&#8217;Austria. Il brevetto venne ufficializzato\u00a0a Washington D.C. nel 1903, sebbene il cono venisse oramai venduto nella sua gelateria gi\u00e0 dal 1896.\u00a0Inizialmente, infatti, i suoi gelati erano serviti in bicchieri di vetro che, spesso, non venivano restituiti alla gelateria, oppure venivano rotti, creando, nel tempo, disagi a livello economico.<\/p>\n<p>Ma l\u2019idea di mangiare il gelato in contenitori di\u00a0forma conica\u00a0pare sia da attribuire ad un&#8217;epoca ancora precedente:\u00a0un articolo del\u00a01763 &#8211; de Il Giorno &#8211; nomina dei\u00a0\u201c<em>rigidi coni<\/em>\u201d alludendo a contenitori per bevande, molto probabilmente in\u00a0vetro o metallo.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, prima di allora, ci sono altre testimonianze in merito, ma riguardano <strong>ostie di pane<\/strong>, utilizzate come &#8220;appoggio&#8221; per i gelati, confezionate in Italia, ciondolanti tra la Francia ed il Belpaese, ed il <strong>sorbetto<\/strong>, appena inventato alla corte di Caterina De&#8217; Medici.<\/p>\n<p>In Inghilterra la tradizione del cono gelato cominci\u00f2 a prendere piede nel XVI secolo, sempre grazie ad alcuni italiani.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 in l\u00e0, nel diciannovesimo secolo, <strong>coni in carta o metallo<\/strong> cominciarono a circolare nelle gelaterie francesi, tedesche ed inglesi.<\/p>\n<p>Per parlare di <strong>coni commestibili<\/strong> dobbiamo aspettare il 1888: in un libro di cucina,\u00a0<i>\u201cMrs A. B. Marshall\u2019s Cookery Book\u201d<\/i> di\u00a0Agnes Marshall, c&#8217;\u00e8 un riferimento ben preciso,infatti,\u00a0ad un\u00a0<strong>cornetto con crema<\/strong>, realizzato\u00a0con mandorle e cotto al forno, ideale per essere riempito &#8220;<em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><em id=\"__mceDel\"><i>con qualsiasi gelato o sorbetto o crema o frutta\u201d<\/i>. \u00a0<\/em><\/em><\/em><\/em><\/em>Questo contributo culinario aiut\u00f2 a rendere\u00a0popolare il gelato in Gran Bretagna, tanto che la Marshall, in seguito, fu autrice di\u00a0due libri di ricette specifici e brevett\u00f2 una macchina per gelati.<\/p>\n<p>Il nostro <strong>cono di cialda<\/strong>, con quella consistenza croccante e semplice allo stesso tempo, \u00e8 un&#8217;invenzione relativamente recente, sebbene\u00a0le cialde siano\u00a0antichissime<strong>, <\/strong>addirittura risalenti al\u00a01400<em id=\"__mceDel\">. <\/em>I<strong>\u00a0<\/strong><em id=\"__mceDel\">\u201ccialdai\u201d <\/em>le confezionavano con impasti leggeri fatti\u00a0di acqua, farina, uova, zucchero e aromi, utilizzando i noti e specifici\u00a0ferri decorati.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-34 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cono-gelato.jpg\" alt=\"Coni gelato e frutta\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cono-gelato.jpg 700w, https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cono-gelato-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Ma di storie intorno al cono gelato ce ne sono tante.<\/p>\n<p>St. Louis, Missouri, anno\u00a01904, Louisiana Purchase Exposition.\u00a0Un pasticciere siriano, <strong>Enrst Hamwi<\/strong>, venditore di\u00a0<em>zalabia<\/em>, una pasta croccante semiliquida\u00a0di sciroppo cotta in una pressa per wafer, and\u00f2 in soccorso al collega vicino, che vendeva, invece, gelati\u00a0(il nome non \u00e8 certo, c&#8217;\u00e8 chi parla di un certo\u00a0Arnold Fornachou e chi di\u00a0Charles Menches) e non sapeva pi\u00f9 come districarsi: stava, infatti, ultimando la riserva di piatti. L&#8217;idea colp\u00ec come un fulmine a ciel sereno:\u00a0il gelato poteva essere contenuto da un rotolo di\u00a0zalabia ancora caldo, sagomato a cono.\u00a0L&#8217;iniziativa ebbe cos\u00ec successo da diventare &#8220;prassi&#8221; anche dopo la fiera, a St. Louis.<\/p>\n<p>Questo racconto \u00e8 molto intrigante ma non \u00e8 accreditato da testimoni: l&#8217;unica fonte, infatti, sarebbe una lettera dello stesso Hamwi, mandata\u00a0nel 1928 all&#8217;<strong>Ice Cream Trade Journal<\/strong>, 25 anni dopo il brevetto di Marchioni, quando\u00a0l\u2019industria dei coni gelato produceva gi\u00e0 circa 250 milioni di coni l\u2019anno in tutta la nazione ed era nata gi\u00e0\u00a0la <strong>Missouri Cone Company<\/strong>.<\/p>\n<p>La <strong>produzione su scala industriale<\/strong> dei primi coni, che fino ad allora erano stati arrotolati a mano, era avvenuta intorno al 1912, ad opera di un certo<strong>\u00a0Frederick Bruckman<\/strong>, un inventore di Portland che aveva brevettato una macchina &#8220;arrotolatrice&#8221;.\u00a0Nel tempo si riusc\u00ec anche a creare un mercato di coni\u00a0<strong>congelati<\/strong>, che aumentarono la produzione riuscendo a\u00a0soddisfare le sempre pi\u00f9 numerose richieste.\u00a0Nel 1959, poi, ci fu la svolta: \u00a0un italiano, <strong>Spica<\/strong>, che produceva gelati in una sede napoletana, riusc\u00ec a risolvere il problema delle cialde &#8220;molli&#8221;, che si spugnavano a contatto con la crema gelato.\u00a0Il<strong>\u00a0<\/strong>wafer veniva isolato da\u00a0uno strato d&#8217;olio, zucchero e cioccolato: nacque cos\u00ec il \u201c<strong>Cornetto<\/strong>\u201d, marchio registrato nel 1960.\u00a0Ma il successo non arriv\u00f2 subito: nel 1976 la <strong>Unilever<\/strong> acquist\u00f2 la Spica e, grazie a una massiccia campagna di marketing europea, riusc\u00ec a rendere\u00a0il \u201cCornetto\u201d un gelato\u00a0popolare\u00a0a livello globale!<\/p>\n<p>In poco tempo\u00a0si sono moltiplicate le ditte produttrici di\u00a0cialde e wafer, fino ad arrivare ad oggi, dove il boom ha creato una variet\u00e0 di coni veramente ampia e espansa a tutti i livelli, sia in forme che in dimensioni.\u00a0Negli ultimi anni si \u00e8 introdotta, poi, una novit\u00e0 anche per quanto riguarda il gusto: coni pi\u00f9 o meno dolci, aromatizzati, decorati, con il bordo rivestito di glassa, granella di nocciole, scaglie di cocco, zuccherini, ripieni\u00a0di cioccolato fuso&#8230; la scelta \u00e8 veramente variegata, e variopinta, per tutti i palati.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-36 size-full aligncenter\" src=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/eleganza-1.jpg\" alt=\"Coni gelato\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/eleganza-1.jpg 700w, https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/eleganza-1-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>In poco pi\u00f9 di un secolo, insomma, il cono ha perso il ruolo di semplice &#8220;contenitore&#8221; diventando parte integrante del gelato a tutti gli effetti, della sua gustosit\u00e0 e della sua presentazione estetica!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi l&#8217;avrebbe mai detto? 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