{"id":510,"date":"2019-03-27T17:04:49","date_gmt":"2019-03-27T16:04:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/?p=510"},"modified":"2024-07-24T16:01:21","modified_gmt":"2024-07-24T14:01:21","slug":"vera-storia-sfogliatella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/vera-storia-sfogliatella\/","title":{"rendered":"La vera storia della sfogliatella"},"content":{"rendered":"<p>Ogni <a href=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/susamielli-il-dolce-campano-che-porta-in-tavola-la-tradizione\/\"><strong>dolce<\/strong><\/a> ha la sua personalissima storia, fatta di aneddoti talvolta divertenti, spesso fantasiosi e talvolta frutto di semplici<strong> errori culinari. <\/strong><\/p>\n<p>Quella che vogliamo raccontarvi oggi \u00e8 la vera storia della nascita di uno dei dolci pi\u00f9 amati di sempre e sicuramente pi\u00f9 rappresentativi della <strong>citt\u00e0 di Napoli<\/strong> ovvero <strong>la sfogliatella.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La sfogliatella \u00e8 uno dei capisaldi della<a href=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/i-dolci-di-natale-in-campania\/\"> pasticceria partenopea<\/a>, la cui fama \u00e8 nota in tutto il mondo.<\/p>\n<p>Le pi\u00f9 famose sono quella <strong>riccia e quella frolla<\/strong>, anche se negli ultimi tempi, la grande pasticceria napoletana sempre al passo con i tempi, non si \u00e8 lasciata sfuggire un tocco di modernit\u00e0 realizzando nuovi dolci con i medesimi impasti con cui si ottengono le sfogliatelle.<\/p>\n<p>La sfogliatella \u00e8 un dolce che potremmo definire storico, che ha sfidato il tempo, e la<strong> modernit\u00e0<\/strong> mantenendo il suo fascino praticamente immutato. Non c&#8217;\u00e8 turista che venendo in citt\u00e0 si lasci sfuggire la <strong>degustazione di una classica sfogliatella napoletana.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h2>La storia<\/h2>\n<p>Secondo fonti certe l&#8217;antenato della sfogliatella si chiama<strong> Santarosa<\/strong> ed era un dolce che fu realizzato per la prima volta a partire dal 1600 nel <strong>Convento di Santa Rosa,<\/strong> da cui appunto prese il nome, che era situato nella zona tra <strong>Furore e Conca dei Marini<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/la-torta-mimosa-il-dolce-che-celebra-le-donne\/\">Le pasticcere<\/a> in questione erano le<strong> suore di clausura<\/strong> che il convento ospitava, le quali, per impiegare il tempo si dedicavano all&#8217;antica arte della pasticceria.<\/p>\n<p>Secondo la leggenda, una di queste suore, suor Clotilde, utilizz\u00f2 alcuni <strong>avanzi di semola bagnata nel latte<\/strong> e li miscel\u00f2 insieme alla\u00a0ricotta, alla frutta secca e liquore al limone e racchiuse tale ripieno all&#8217;interno di <strong>due sfoglie chiuse<\/strong> che ricordavano la forma di un cappuccio di monaco. Nacque cos\u00ec l&#8217;antenato della sfogliatella.<\/p>\n<h2>Il tocco di Pintauro<\/h2>\n<p>Per arrivare a quella che conosciamo noi, dobbiamo invece aspettare il\u00a0<strong>1818<\/strong>, con, <strong>Pasquale Pintauro,\u00a0<\/strong>il pap\u00e0 della sfogliatella, che appena entr\u00f2 a contatto con questa delizia decise, di rivisitarne la ricetta.<\/p>\n<p>Pintauro elimin\u00f2 la crema e le amarene del ripieno e assottigli\u00f2 la sfoglia, privandola di quel richiamo al cappello monacale. Nacque cos\u00ec la vera\u00a0<strong>sfogliatella napoletana <\/strong>e da allora tutto il resto \u00e8 storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni dolce ha la sua personalissima storia, fatta di aneddoti talvolta divertenti, spesso fantasiosi e talvolta frutto di semplici errori culinari. 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