{"id":92,"date":"2016-08-21T01:04:24","date_gmt":"2016-08-20T23:04:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/?p=92"},"modified":"2024-07-24T16:02:54","modified_gmt":"2024-07-24T14:02:54","slug":"come-nasce-il-gelato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/come-nasce-il-gelato\/","title":{"rendered":"Come nasce il gelato"},"content":{"rendered":"<p>Siamo abituati a soddisfare tutte le nostre voglie in tema gelato, <a href=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/gelato-artigianale-o-confezionato\/\">che si tratti di una variante confezionata o di una degustazione classicamente artigianale<\/a>, dandolo quasi per scontato.<br \/>\nMa il gelato non \u00e8 sempre esistito e le sue origini si perdono nei secoli e nella storia.<\/p>\n<p>Sembra, addirittura, che i suoi\u00a0antichi &#8220;avi&#8221; siano da ritrovare a<strong> tremila anni<\/strong> di distanza poich\u00e8, tra i primi\u00a0documenti storici che ne attestano l&#8217;esistenza, ce n&#8217;\u00e8 uno attribuito\u00a0ad un<strong>\u00a0poeta greco<\/strong> vissuto nel 500 a.C. ad Atene. Naturalmente si tratta di una versione &#8220;antica&#8221; di questo alimento:\u00a0i<strong>\u00a0<\/strong>greci, infatti,<strong>\u00a0<\/strong>erano soliti preparare\u00a0bevande rinfrescanti con un po&#8217; di\u00a0limone, miele e una gran quantit\u00e0 di\u00a0succo di melograno, il tutto amalgamato insieme a\u00a0<strong>neve o ghiaccio<\/strong>, per garantire\u00a0la freschezza nel breve tempo.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, da alcuni studi, pare addirittura che la pratica del congelamento fosse gi\u00e0 presente ai tempi degli uomini di <strong>Neanderthal<\/strong>, che sembra avessero intuito che mantenere\u00a0il cibo nei ghiacci o nelle nevi ne prolungasse la conservazione.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>In <strong>Cina<\/strong>, intorno al 2000 a. C.,veniva preparato un alimento costituito da riso molto cotto, spezie e latte, che veniva solidificato introducendolo nella neve. L&#8217;evoluzione naturale furono i\u00a0dolci a base di succhi di frutta ghiacciati, con o senza latte, che potrebbero essere gli antichi parenti\u00a0dei nostri sorbetti.<\/p>\n<p>Sembra cos\u00ec strano immaginare che nel XIII secolo, per le vie di Pechino, dei\u00a0carrettini proponessero ai cittadini vari gusti di questi dolci freddi!<\/p>\n<p>D&#8217;altro canto, spostandoci in <strong>Arabia<\/strong>, ritroviamo, ancora oggi, una tradizionale bevanda, ottenuta con frutta o petali di fiori e servita fredda, chiamata proprio\u00a0&#8220;<strong>sherbet<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>In Italia, infatti, il merito di aver introdotto perlomeno un antenato del gelato lo si deve proprio agli<strong> arabi arrivati in Sicilia<\/strong>. Fu con loro che la canna da zucchero\u00a0cominci\u00f2 ad essere coltivata in questi territori (come anche\u00a0in Spagna), all&#8217;incirca\u00a0nel IX secolo, e\u00a0lo zucchero, si sa, \u00e8 l&#8217;ingrediente principale per la preparazione del sorbetto, oltre che dei futuri gelati.\u00a0Gli arabi preparavano infusi a base di acqua, zucchero, erbe e spezie\u00a0e li raffreddavano\u00a0ponendoli in recipienti circondati da ghiaccio e sale. A testimonianza di questo ci sono dei ritrovamenti di <strong>ghiacciaie sull&#8217;appennino siciliano<\/strong>, delle fosse naturali o artificiali che\u00a0&#8220;conservavano&#8221;\u00a0la neve durante l&#8217;inverno,\u00a0per venderla\u00a0in blocchi durante le stagioni pi\u00f9 calde. La neve era spesso presa direttamente sull&#8217;Etna e tutto questo ci fornisce immagini molto vivide di quel periodo.<\/p>\n<p>In ogni caso, sebbene sia quasi a livello globale la convinzione che il gelato sia del tutto italiano, la verit\u00e0 \u00e8 che fu la sua introduzione in Francia a renderlo famoso, poi, nel resto d&#8217;Europa, in una preparazione molto pi\u00f9 simile a quella odierna. Una miscela, tuttavia, che ha s\u00ec un merito italiano, da ritrovare in un cuoco, siciliano appunto ma trasferitosi a Parigi,\u00a0<strong>Francesco Procopio dei Coltelli<\/strong>,\u00a0che nel 1686 propose al pubblico quello che oggi chiamiamo gelato, a tutti gli effetti. Infatti\u00a0nel\u00a01565, alla corte di <strong>Caterina de&#8217; Medici<\/strong>, a<strong> Firenze<\/strong>, per merito dell\u2019architetto <strong>Bernardo Buontalenti<\/strong>, detto Mastro Bernardo,\u00a0nacque\u00a0una sorta di sorbetto-quasi-gelato utilizzando la miscela di neve\u00a0e\u00a0sale per il raffreddamento, limoni, zucchero, bianco d\u2019uovo e latte,\u00a0ma si era ancora lontani dalla crema che avrebbe poi inventato il cuoco siciliano qualche tempo dopo.<\/p>\n<p>Moltissime prove vennero fatte e la pietanza sub\u00ec, nel corso di esse, notevoli cambiamenti e perfezionamenti, collezionando anche qualche insuccesso, ma alla fine di questo lungo percorso questa crema dolce e fresca tocc\u00f2 il suolo parigino: ormai non si usava pi\u00f9 il miele ma lo zucchero\u00a0e\u00a0la miscela di ghiaccio e sale era la fonte ufficiale per la conservazione; tutte novit\u00e0 che fecero applaudire il cuoco come inventore geniale, tanto da dedicargli anche il nome di un locale nel 1686,\u00a0il <strong>Caf\u00e9 Procope<\/strong>, nato proprio come una sorta di prima &#8220;gelateria&#8221;. Il successo fu talmente grande da implicare un trasferimento, successivamente,\u00a0in una sede pi\u00f9 grande.<\/p>\n<p>Quel <em>Caf\u00e9<\/em>\u00a0divenne il &#8220;pi\u00f9 celebre Caff\u00e8 letterario d&#8217;Europa&#8221;, con una concessione rilasciata direttamente da <strong>Luigi XIV<\/strong> al cuoco Procopio, che delizi\u00f2 i suoi clienti con <em>acque gelate<\/em>\u00a0(granite), <em>gelati di frutta<\/em>, <em>fiori d&#8217;anice<\/em>, <em>fiori di cannella<\/em>, <em>frangipane<\/em>, <em>gelato al succo di limone<\/em>, <em>gelato al succo d&#8217;arancio<\/em>\u00a0e\u00a0<em>sorbetto di fragola<\/em>. Ben presto la clientela divenne VIP:\u00a0attori, attrici e vari componenti della Com\u00e9die Fran\u00e7aise, il teatro di fronte al quale, nel frattempo, la &#8220;gelateria&#8221; si era spostata, ma non solo; anche intellettuali, filosofi, letterati, del calibro di\u00a0Voltaire,\u00a0Balzac, Victor Hugo, Diderot, D&#8217;Alembert,\u00a0il Dottor Guillotin\u00a0(artefice della comparsa\u00a0della ghigliottina alla Francia)\u00a0e addirittura\u00a0Napoleone\u00a0Bonaparte,\u00a0<span title=\"Il testo selezionato deve essere comprovato da una fonte affidabile. Modifica la pagina per aggiungere fonti.\">che si dice una sera abbia lasciato in pegno il suo Bicorno perch\u00e8 non aveva ancora ricevuto\u00a0il denaro necessario per\u00a0pagare le consumazioni offerte agli amici.<\/span><\/p>\n<p>Il Caf\u00e9 Procope esiste ancora, ma senza gli antichi sfarzi di un tempo, a testimonianza, certo, per\u00f2, che\u00a0la diffusione su scala industriale del gelato nel mondo part\u00ec dalla Sicilia, precisamente da Catania, con il tramite del suolo francese.<\/p>\n<p>Per il Nord Italia si \u00e8 dovuto aspettare il 1884 quando, a Torino, quella che oggi \u00e8 la gelateria <strong>Pepino<\/strong>\u00a0si occup\u00f2 di rivendere\u00a0il gelato in Italia, sempre ricorrendo al raffreddamento tramite una\u00a0&#8220;salamoia&#8221;. Il gelato cominci\u00f2, via via, a diventare conosciuto e famoso, tanto da riuscire a procurare a Pepino il vanto dei Brevetti di Fornitore di Casa Reale.<\/p>\n<p>Da l\u00ec in poi \u00e8 stato tutto un divenire, che ha portato anche ad importanti esportazioni all&#8217;estero e all&#8217;esigenza, nell&#8217;immediato futuro,\u00a0di un &#8220;contenitore&#8221; che rendesse agevole trasporto e degustazione, l&#8217;antenato, insomma, del <strong>cono gelato<\/strong>, che sar\u00e0 poi <a href=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/il-cono-gelato-storia-e-varieta\/\">inventato da Marchioni nel 1903<\/a>.<\/p>\n<p>Il cono diventer\u00e0, poi, parte integrante del gelato stesso, fino a diventarne icona, regalando ulteriore notoriet\u00e0 e prelibatezza a questo particolare alimento che, ancora ai giorni nostri, \u00e8 capace di stupire con nuovi giusti e varianti.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-34 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cono-gelato.jpg\" alt=\"Coni gelato e frutta\" width=\"700\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cono-gelato.jpg 700w, https:\/\/www.gelidaemozione.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/cono-gelato-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n<p>Oltreoceano, intanto, nel 1846\u00a0negli\u00a0<strong>Stati Uniti<\/strong>\u00a0Nancy Johnson fond\u00f2\u00a0la prima gelatiera: un mastello pieno di ghiaccio e sale dove un cilindro metallico,\u00a0con l&#8217;impasto da gelare, veniva\u00a0girato e mescolato tramite\u00a0una manovella. Due anni dopo <strong>William Young<\/strong> si preoccup\u00f2 di dare\u00a0un motore al mastello, un&#8217;automatizzazione che consent\u00ec un raffreddamento pi\u00f9 uniforme del composto.<\/p>\n<p>La rivoluzione arriv\u00f2, poi, agli inizi del 1900,\u00a0quando venne introdotta sul mercato la <strong>sorbettiera a motore<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo abituati a soddisfare tutte le nostre voglie in tema gelato, che si tratti di una variante confezionata o di una degustazione classicamente artigianale, dandolo quasi per scontato. Ma il gelato non \u00e8 sempre esistito e le sue origini si perdono nei secoli e nella storia. 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